|
Home >
Piattaforma Eas
> Storia > |
|
Storia |
|
Resoconto su tre anni di lavoro della Piattaforma EAS
Le elezioni del gruppo di coordinamento della Piattaforma del marzo 2004,
rappresentano una tappa importante nella vita della Piattaforma
In questa occasione si cerca, infatti, di aumentare e strutturare la capacità di
intervento della Piattaforma;
Innanzitutto si conviene che le attività della Piattaforma hanno senso solo se
svolte tenendo conto del contesto europeo.
Si costituisce quindi il “Gruppo Europa” (si veda relazione allegata) che da un
lato cerca di inserire la nostra Piattaforma all’interno del dibattito europeo e
dall’altro cerca di trasmettere alla ong dell’Associazione informazioni su cosa
succede fuori dai nostri confini nazionali e a Bruxelles.
Oltre a d organizzare il flusso di documenti per aggiornarci sullo stato del
dibattito, il Gruppo Europa fornisce gli elementi fondamentali per organizzare a
Collevecchio un seminario autoformativo di tre giorni in cui si discute sulle
evoluzioni europee nell’ambito dell’EAS, con particolare attenzione
all’allargamento dell’UE ad Est; tra gli invitati ricordiamo un referente di
Trialog, il progetto di capacity building per le ong dei paesi di nuovo accesso.
Centrale nelle attività svolte , sino ad ora ma anche per il futuro, il lavoro
di monitoraggio e accompagnamento, per verificare l’effettiva implementazione
della componente di EaS nelle diverse aree tematiche in cui si ristruttura il
finanziamento europeo. Il Forum Eas Europea, assieme a Concord, ha proposto la
costituzione dello European- Multistakeholder development Education strategic
framework 2007-13 per sensibilizzare gli altri attori istituzionali e non su
questo processo. Il gruppo è composto da attori istituzionali: CE, Parlamento,
governi nazionali,istituzioni locali e non governativi. Il collegamento e il
supporto dato dalle varie piattaforme nazionali sarà molto importante per questo
gruppo che si riunirà pela prima volta il 26 febbraio.
A livello tematico come Piattaforma si decide di dare priorità alla ricerca e al
posizionamento sulla complessa tematica degli Obiettivi del Millennio (MDG). A
questo fine nasce il “Gruppo MDG” per cercare di coordinare l’intervento degli
operatori EAS e per aumentare la visibilità e l’efficacia dell’intervento delle
ONG su questi temi (si veda relazione allegata).
Non a caso si decide di partecipare attivamente alla GCAP. Il lavoro nella GCAP
si è svolto con modalità che hanno concretamente realizzato uno degli obiettivi
che ci eravamo dati nel 2004: integrare la Piattaforma nell’AOI e fare diventare
la Piattaforma un luogo che raccogliesse stimoli dal territorio per veicolarli
verso l’AOI. Il concreto lavoro in GCAP del Presidente dell’AOI e del referente
del gruppo MDG della Piattaforma si è sempre sviluppato in modo sinergico; al
punto che in numerose occasioni il referente della Piattaforma è intervenuto a
nome dell’AOI, fino a che nell’ultimo Consiglio Nazionale Luca Basile è stato
formalmente delegato dall’AOI a seguire le vicende della GCAP, per conto di
tutta l’Associazione.
Tra le attività curate dal gruppo MDG ricordo in particolare il seminario
autoformativo per operatori EAS di Camaldoli dove si è affrontato il complesso
tema di “come comunicare gli MDG”.
Questo seminario, dal punto di vista organizzativo e metodologico ha
rappresentato una tappa importante della nostra evoluzione organizzativa. In
questa occasione infatti siamo passati dalla “autogestione” dei gruppi di lavoro
a gruppi di lavoro “guidati” da facilitatori esterni.
Poiché le attività crescevano rapidamente e non erano più sostenibili solo con
il lavoro volontario di noi operatori EAS, si è deciso di cercare di presentare
un progetto al MAE per finanziarne alcune.
Operativamente le attività sono state inserite in un progetto del CESTAS
(“Obiettivi del Millennio e cooperazione decentrata”), dove le attività della
Piattaforma hanno trovato uno spazio di gestione autonoma (si veda relazione
allegata). In questo progetto sono presenti anche le risorse per aprire
finalmente delle pagine WEB della Piattaforma all’interno del sito dell’AOI (che
dovrebbero essere concluse in primavera) e per realizzare il prossimo seminario
autoformativo.
Nei mesi successivi, a questo progetto se n’è aggiunto un altro “Agricoltura e
dialogo tra culture”, sui temi strategici della sovranità alimentare (si veda
relazione allegata).
In questo caso il progetto è stato promosso dall’Associazione delle ONG e
presentato per conto dell’Associazione da parte di Ricerca e Cooperazione in
consorzio con una decina di ong. In questa occasione l’AOI ha deciso di fare un
passo in più rispetto al progetto precedente, quando aveva preso la decisione di
non “promuoverlo” ufficialmente, lasciando l’iniziativa alla Piattaforma.
Sui contenuti si veda la scheda specifica, in questa sede voglio solo rilevare
come questo progetto rappresenti un momento di ulteriore sviluppo della
integrazione con l’AOI che vede la Piattaforma non come semplice braccio
operativo bensì come soggetto in grado anche di portare in Associazione
contenuti e pratiche e sviluppare dibattito.
Con le stesso spirito è stato presentato (e poi approvato) anche un altro
progetto (sul Microcredito), grazie a CIPSI e ACRA, che partirà prossimamente.
Ognuno di questi progetti vede la partecipazione attiva di una quindicina di
ONG, il che permette la crescita di reti interne alla Piattaforma e lo sviluppo
tra le ong dell’Associazione di un dibattito approfondito su alcuni assi
tematici strategici.
L’ultima attività promossa dal Coordinamento della Piattaforma è quella di
cercare di arrivare ad un momento di confronto ed incontro tra MAE, Ministero
della Pubblica Istruzione ed AOI, per affrontare il tema strategico
dell’introduzione nei programmi scolastici dei temi a noi cari. Questo percorso
si è attivato grazie allo stimolo di tre gruppi di ONG che si stavano già
movendo in questo ambito ed abbiamo chiesto loro di impostare una proposta ed un
percorso per arrivare a questo incontro il cui obiettivo è quello di “Portare il
mondo a scuola”, da sottoporre alla Piattaforma Eas (si veda documento
allegato).
Per quanto riguarda l’evoluzione dei rapporti con l’Associazione nel suo
complesso fondamentale appare l’approvazione del nuovo Statuto nell’ultima
assemblea.
Per l’elaborazione del nuovo Statuto il Consiglio Nazionale ha costituito un
gruppo di lavoro che individuasse le possibili linee strategiche innovative;
successivamente, sulla base di queste indicazioni, lo Statuto è stato redatto è
portato all’approvazione dell’Assemblea.
Vale la pena di ricordare che nel gruppo di lavoro hanno partecipato
rappresentanti delle principali aggregazioni interne all’Associazioni ed i
referenti dei nodi regionali esistenti ed è stato inviato anche il Portavoce
della Piattaforma EAS.
Le linee guida per il nuovo statuto proposte dal gruppo di lavoro per il nuovo
Statuto sono molto interessanti e stimolanti per noi operatori EAS; infatti in
esso appare rilevante l’esigenza di radicare l’AOI nei territori, dando un ruolo
centrale ai coordinamenti regionali delle ONG, e di aprirsi ai nuovi soggetti
della cooperazione ed ai soggetti del territorio.
In sostanza l’AOI nel suo complesso ha deciso di muoversi in ambiti che sono
molto familiari per gli operatori EAS che per loro natura lavorano a stretto
contatto con i territori, creando reti con soggetti esterni all’AOI. Si potrebbe
dire che l’AOI va in una direzione che gli operatori EAS stanno praticando già
da tempo sul campo. Quindi il contesto che sembra delinearsi per il futuro
sembra essere decisamente promettente e richiede un nostro rinnovato
protagonismo all’interno dell’AOI sia in termini di proposizione che di
dibattito.
Sul ruolo di stimolo che la Piattaforma può avere all’interno dell’AOI, mi
permetto di ricordare l’acceso dibattito sui temi della guerra e del pacifismo
che si sviluppò ai tempi dell’invasione in Iraq, che ci portò a chiedere
all’Associazione di impegnarsi attivamente all’interno del movimento pacifista.
Il dibattito con l’AOI fu molto teso e a tratti anche duro. Oggi però l’AOI
tutta è presente in diversi coordinamenti pacifisti ed aderisce attivamente alle
mobilitazioni contro la guerra.
Rapporti con il MAE
Come avrete tutti notato gran parte delle energie del coordinamento sono state
usate per gestire una difficilissima fase nei rapporti tra le ong ed il
Ministero degli Affari Esteri (MAE)
I momenti più importanti sono stati i seguenti:
- nel 2004 gran parte dei progetti vennero bocciati dando una interpretazione
delle linee guida molto restrittiva; in particolare le priorità indicate nella
delibera contenente le Linee Guida non venivano considerate come criteri per
stabilire priorità tra i progetti, ma criteri escludenti; ad es. veniva
richiesta dimensione europea e invece di dare “più punti e priorità” ai progetti
con elementi di dimensione europea furono bocciati tutti quelli che non
l’avevano, etc; dopo una lunga e dura trattativa gestita con l’AOI l’ufficio VII
accettò nuovamente che nelle linee guida si parlasse di priorità e non di
criteri escludenti
- Nel 2004 Frattini bloccò l’approvazione dei progetti EAS. Le motivazioni del
blocco erano risibili: ci venne detto cha mettevamo titoli enigmatici etc; dopo
che i progetti erano stati già analizzati da Ufficio VII, UTC e Nucleo di
valutazione! Era invece evidente che si volevano bloccare iniziative che
informassero i cittadini italiani sui temi collegati alla povertà nel mondo ed
alla globalizzazione. Facendo leva sul fatto che i progetti di EAS sono previsti
dalla normativa vigente, dopo una complessa trattativa gestita con l’AOI,
abbiamo ottenuto che le istruttorie dei progetti EAS ricominciasserro
- Nel corso del 2005, vennero però dal MAE delle indicazioni che cercavano nei
fatti di trasformare i progetti di EAS in attività di semplice
sensibilizzazione, per fare conoscere ai cittadini italiani i progetti di
cooperazione all’estero, meglio se quelli finanziati dal MAE; quindi ci veniva
chiesto di trattare contesti e temi molto specifici e puntuali e di evitare al
massimo i temi generali e globali.
- Dopo un periodo molto difficile si riaprono dei varchi. Vengono organizzate
momenti d’incontro della Piattaforma EAS con l’ufficio VII a Roma e durante il
seminario autoformativo di Camaldoli.
- Si riesce addirittura ad ottenere di avere una nuova delibera sull’EAS; forse
verrà approvata nei prossimi giorni, ma i contenuti vennero concordati ancora
sotto il precedente governo, insieme ad un pacchetto di delibere sulla
semplificazione delle procedure
La situazione odierna:
- oramai il testo della nuova delibera EAS sembra essere definito. Le richieste
fondamentali presentate dalla Piattaforma, in accordo con l’Associazione, sono
state: aumento dei massimali del contributo per i consortili, spese generali al
10%, aumento delle voci forfettarie, anticipo del 70% sia per i progetti INFO
che per gli EAS, chiarificazione delle procedure legate all’analisi dei progetti
(tempi e procedure chiare), possibilità di effettuare variazioni tra diverse
voci di costo non soggette ad autorizzazione previa fino al 25% della voce.
Abbiamo motivi per essere ottimisti però fino a quando non vedremo la delibera
approvata e pubblicata sarà meglio non lasciarsi andare a facili entusiasmi e
vigilare!
- La disponibilità finanziaria per l’EAS, descritta nell’ultima comunicazione
inviata, ha raggiunto una cifra record, con una percentuale ai livelli più alti
in Europa.
- Il problema centrale, che può in parte vanificare i due importanti risultati
descritti, rimane la scarsissima dotazione di personale dell’ufficio che segue
l’istruttoria dei progetti INFO/EAS.
- Infine ricordiamo l’incontro con la Viceministra Sentinelli il 19 dicembre
2006 su “Eas, l’altra faccia della Cooperazione”, che è servito per fare
conoscere alla Viceministra le attività della Piattaforma EAS e ribadire che l’EAS,
“intesa come spazio di promozione dell'educazione alla cittadinanza globale
attiva nel nord quanto nel sud è oramai parte integrante e sempre più essenziale
delle politiche di cooperazione”. L’incontro con la Viceministra è stato molto
positivo e si è concordato di avere a breve un nuovo incontro per proseguire nel
confronto; la crisi di Governo ha bloccato le agende ministeriali e ci è stato
chiesto di rifarci vivi non appena (e se) la crisi si sbloccherà. Uno dei temi
centrali che pensiamo centrale affrontare in questo incontro, che ci auguriamo
si tenga al più presto, sarà sicuramente la nuova legge che, malgrado le
posizioni della Sentinelli, nel testo che sta circolando non menziona
assolutamente l’EAS e fa addirittura dei passi indietro rispetto alla normativa
vigente. Come coordinamento abbiamo individuato una serie di punti che si
potrebbero sviluppare nel confronto con il MAE, ed in particolare con la
Viceministra, che vi sottoponiamo:
Assunto alla base:
L’educazione alla cittadinanza globale attiva è parte integrante e sempre più
essenziale delle politiche di cooperazione internazionale concepite come
relazione di partenariato tra comunità e territori.
Punti chiave da valorizzare sulla base dell’esperienza maturata dalla
Piattaforma EaS:
1. Valore della consortilità come strumento di supporto alla costruzione di rete
tra ONG
2. Importanza di inclusione attori diversi della società civile, non idonei al
cofinanziamento
3. Importanza del lavoro sulla relazione tra Territori e Comunità
4. Valorizzazione criterio di territorialità: potenzialità di penetrazione
capillare in territori prossimi
5. Importanza della dimensione interculturale
6. Importanza di valorizzare le potenzialità insite nelle campagne come
strumento di collegamento della dimensione locale-nazionale-globale
7. Importanza di una dimensione unitaria (coordinamento delle politiche)
affinchè nell’approccio educativo e formativo (formale e informale lungo tutto
l’arco della vita) sia compresa la trattazione delle tematiche EaS
8. Importanza di definire un profilo professionale e formativo per operatori EaS
9. Importanza dell’EaS come spazio di promozione di cittadinanza globale attiva
nel nord quanto nel sud del mondo attraverso la costruzione di rapporti di
partenariato (conoscenza, scambio, collaborazione) tra attori di territori
diversi
10. Importanza chiave del lavoro sulla dimensione europea (costruzione di
partenariati e elaborazione di un contributo italiano di qualità alla
costruzione delle politiche comuni)
11. Importanza di definire indicatori, strategie e dispositivi propri di
valutazione di iniziative EaS.
12. Necessità di un finanziamento adeguato secondo le indicazioni delle
conferenze europee di Bruxelles 2005 e di Helsinki 2006.
Quindi, se concorderemo su questi punti, l’obiettivo centrale che potremmo porci
per i prossimi anni per tutto il complesso del nostro lavoro, è quello di dare
il senso dell'"altra faccia della cooperazione", perché questa dimensione in
prospettiva ridefinisce e ridefinirà l'identità e il futuro del nostro ruolo di
ong, meglio soggetti globali, dello scenario globale al Nord.
Il primo banco di prova è la legge e il dibattito sulla riforma della
cooperazione italiana, legge che può rappresentare il superamento di una
arretratezza culturale e l’apertura di una nuova fase più dinamica per il mondo
della cooperazione allo sviluppo italiana.
|
Resoconto seminario Eas Piattaforma Uff. VII Mae |
 |
 |
|
Resoconto incontro Piattaforma Eas 16 giugno 2005 |
 |
 |
|
Verbale coordinamento Piattaforma EAS 1-6-2004 |
 |
 |
|
Verbale gruppo di lavoro Europa 5/4/2004 |
 |
 |
|
Verbale Assemblea Piattaforma EAS del 4/11/2003 |
 |
 |
|
Verbale incontro 5/5/2003 con M.me Brenard
EUROPEAID |
 |
 |
|
Verbale assemblea piattaforma eas 7-2-2003 |
 |
 |
|
Bozza di regolamento Assemblea Piattaforma EAS |
 |
 |
|
Messaggio di avvio mailing list COMUNICOEAS |
 |
 |
|
Messaggio in bottiglia - comunicazione della
piattaforma eas all'assemblea ong marzo 2000 |
 |
 |
|
|
|
|
| | |
|